THE FAVELAS GAMES racconta la storia di Jorge, un giardiniere di 50 anni che vive a Rio da Janeiro da oltre 30 anni, e la storia delle Favelas brasiliane.

Girato a Rio de Janeiro nel 2013, poco prima dei Mondiali di Calcio, il documentario mostra le demolizioni di intere comunità in nome del progresso. Jorge costruisce la sua nuova casa a Vila Taboinha, dopo che il comune di Rio de Janeiro demolisce la casa in cui viveva da ben 16 anni.

La storia di Jorge è la storia di una persona che non si arrende e che non ha paura di perdere tutto, al punto di far valere i propri diritti fino all’ultimo.

Intervengono Rafael Soares Gonçalves, professore di diritto e storia della Favela, Mario Pires Simao, geografo sociale e attivista della Ong Observatorio da Favela, Francisca de Pinho Melo abitante di Favela e solidale di Jorge.

Tramite il loro contributo scopriamo che le pratiche di sgombero vengono usate in maniera molto precisa a Rio de Janeiro, e iniziamo a intuire che esiste un fil rouge tra passato e presente, tra crisi e boom economici, tra ricchi e poveri, tra spazi urbani e possibilità di lucro. E ancora scopriamo uno dei lati più umani della tanto famose e temute Favelas brasiliane, la loro origine, essenza e il ruolo culturale fondamentale che possiedono a Rio de Janeiro.

NOTE DI REGIA

Rio de Janeiro per la sua storia e per le sue condizioni geografiche rappresenta un modello con cui osservare la disputa aperta in moltissime altre metropoli. Un modello ben in vista considerando gli eventi sportivi che la vedono sempre protagonista: Giochi Panamericani (2007), Coppa Confederazioni (2013), Mondiali di Calcio (2014) e Olimpiadi a Rio (2016).

Una metropoli quella brasiliana, in continua tensione e trasformazione. Una tensione che si mostra in modo tangibile nei numeri della disuguaglianza sociale. Da una parte tante, tantissime persone che raggiungono la metropoli alla ricerca di un lavoro e di condizioni di vita migliori. Dall’altro un modello di città che sembra non volerle accogliere, e che vuole invece offrirsi al mercato internazionale come un qualunque altro prodotto: seducente, sicuro, globale, ricco.

Con la sua immagine di Cidade Maravilha, nel suo racconto più positivo di sviluppo e crescita economica, ripulita dai disordini e dalla povertà Rio cerca ogni espediente per nascondere la Favela, simbolo tanto centrale quanto contraddittorio della città stessa.

L’organizzazione dei mondiali di calcio è oggi solo un argomento in più per il perpetrarsi di un disegno politico che dura da quasi un secolo: la negazione del diritto alla casa e al diritto di fare parte della città ad una parte dei suoi cittadini, quelli più poveri.

Sin dalla sua stessa nascita la Favela è stata gestita in maniera contraddittoria. Se da un lato la costante necessità di manodopera ha fatto sì che si tollerasse e favorisse questa forma di sviluppo abitativo, dall’altra le Favelas hanno da sempre subito distruzioni, ricostruzioni, imposizioni dall’alto, in un tira e molla che non ha mai permesso di consolidare e normalizzare le condizioni abitative e sociali dei suoi abitanti.

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The Favelas Games

Festival e proiezioni ufficiali

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